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“Orgia” di Pasolini: convince ed emoziona la versione di Licia Lanera


Orgia è la a prima delle sei tragedie che Pasolini scrive a partire dal ’65 e mette in scena con Laura Betti e Luigi Mezzanotte per la prima volta al Teatro Stabile di Torino nel novembre del ’68, l’anno del suo “Manifesto per un nuovo teatro”, in cerca di un “Teatro di parola”.
Questa ottima versione che Licia Lanera del gruppo pugliese Fibre Parallele porta in scena fino a questa sera al Teatro India di Roma, parte dalle sottrazioni sceniche ( assenza della camera da letto, presenza di solo due aste col microfono e una poltrona) per mettere al centro il linguaggio del corpo.
Un prologo e sei episodi, scanditi dall’apparizione di tre dipinti seicenteschi (Paesaggio con la Ninfa Egeria di Claude Lorrain, Maddalena in estasi di Caravaggio, Ila e le Ninfe di Francesco Furini), e dalle incursione della musica del rap Eminem.
La coppia, è interpretata dalla solo Lanera, regista e interprete, sia dell’Uomo sia della Donna,  con lei Nina Martorana autrice di un’intensa interpretazione nel ruolo della Prostituta.
Il testo pasoliniano mette in scena con la solita sconcertante attualità il disaggio di chi non trova il proprio posto nella società a causa della diversità, in un gioco perverso vittima /carnefice dove si consuma anche un altra tragedia: quella linguistica.
Allo spettatore, che perde qui la funzione voyeuristica che lo vuole passivo osservatore degli accadimenti, è richiesta una partecipazione emotiva, che Lanera trasforma in energia per plasmare il suo corpo e dar vita all’azione.

 Vittorio Zenardi

 


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