Teamwork of businesspeople Lavoro e formazione

I giovani italiani puntano sulla formazione continua


I rapidi cambiamenti tecnologici e un’economia globale instabile portano ad aggiornare continuamente le proprie competenze, i lavoratori europei sfruttano sempre più spesso i corsi di formazione proposti dai datori di lavoro ed esplorano altre vie per aumentare le proprie capacità.
Secondo i dati raccolti da Kelly Services, i lavoratori europei adottano una mentalità “Diy – do it yourself” quando si tratta del proprio sviluppo professionale. La grande maggioranza crede che “acquisire nuove competenze e approfondire le proprie conoscenze sia essenziale per un’occupazione a lungo termine”: lo sostiene il 94% degli intervistati del settore IT, l’89% di quelli del segmento ingegneristico e l’81% di quello scientifico. Non ci sono differenze generazionali troppo marcate: è d’accordo con questa affermazione l’88% dei milliennials, l’86% dei lavoratori appartenenti alla generazione X e l’80% dei baby boomers.
Inoltre, per i lavoratori europei, l’aggiornamento costante delle proprie competenze desta maggiore preoccupazione rispetto a una possibile perdita del lavoro.
Nel complesso, il 56% degli intervistati afferma di temere maggiormente che le proprie conoscenze e competenze possano divenire obsolete rispetto all’eventualità di un possibile licenziamento. Il dato italiano non si discosta dalla media europea (57%). Dal punto di vista generazionale, sono i millennials (59%) quelli più preoccupati di aggiornare le proprie competenze, seguiti dalla Gen X, con il 54%, e dal 49% dei baby boomers.
In Italia, la percentuale di lavoratori che crede che le proprie competenze e conoscenze debbano evolversi per rimanere al passo con i cambiamenti è pari al 91%, al di sopra della media europea, pari all’86%, e ben al di sopra di Regno Unito (79%), Francia (76%), Svizzera (71%) e Germania (67%).
I millennials, i lavoratori nati dagli anni ‘80 in poi, che costituiscono già la maggioranza della forza lavoro a livello mondiale, sono abituati all’incertezza in ambito professionale rispetto alle generazioni precedenti e sono più disponibili a lavorare con più datori di lavoro.
La grande maggioranza dei millennials europei (69%) crede fermamente che sia necessario migliorare e far crescere le proprie competenze o conoscenze per essere al passo con i cambiamenti in atto nel loro lavoro o nel loro settore. Per questi lavoratori, le opportunità di crescita professionale guidano le scelte in fatto di impieghi e datori di lavoro: gli elementi fondamentali che tengono in considerazione sono le opportunità di avanzamento (70%), i programmi di formazione e crescita (60%), la collaborazione con colleghi capaci da cui è anche possibile imparare (58%), la possibilità di lavorare a progetti innovativi (45%), la disponibilità delle ultimissime tecnologie e di attrezzature di primissima qualità (34%).
Nei diversi Paesi europei, i millennials hanno priorità differenti: in Francia, un buon equilibrio tra lavoro e vita privata è il secondo fattore più importante nella scelta di un datore di lavoro (65%), dopo la retribuzione e gli incentivi finanziari. In Germania, subito dopo la retribuzione e gli incentivi finanziari troviamo orari di lavoro flessibili (72%) mentre nel Regno Unito ci sono in pole position formazione e sviluppo (80%). In Italia, lo stipendio è la variabile più importante (83%), seguita a breve distanza dalle opportunità di fare carriera (77%) e dalla possibilità di lavorare con persone da cui imparare (69%).
Solo il 14% dei millennials rimarrebbe fedele al proprio datore di lavoro per crescere, migliorare e perseguire i propri obiettivi professionali, rispetto al 16% della Gen X e al 20% dei baby boomers. Quando invece si tratta di mostrare lealtà verso le proprie reti personali o professionali e le proprie relazioni, la percentuale quasi raddoppia (25%).

V.Z.


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