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“Una domenica notte”: cinema indipendente di qualità


Giuseppe Marco Albano, giovane regista lucano, dopo il successo avuto con il cortometraggio dal titolo Stand by me, vincitore nel 2012 del Nastro d’Argento, segna con Una domenica notte il suo esordio nel lungometraggio.
La storia è incentrata sulla vicenda di Antonio Colucci (Antonio Andrisani), aspirante regista di film horror con all’attivo un film uscito solo in Germania nel mercato dell’home video. La sua caparbia e difficile ricerca dei finanziamenti per un nuovo film,ambientato in un cimitero con  un solo protagonista dal titolo “L’uomo che uccise la Terra”, scandirà tutta la pellicola.

Non mancheranno situazioni assurde e divertenti velate però da un “effetto di realtà” che ci porta inevitabilmente a confrontarci con la difficile situazione del nostro cinema contemporaneo.

Evidenti anche i riferimenti alla disgregazione della famiglia tradizionale, che si riversa troppo spesso sui figli.

Ma la parte migliore il film la mostra quando grazie ad un abile montaggio le sequenze reali della storia si intervallano al film da farsi, o si fondono in quelle oniriche (simpatica quella in cui il regista improvvisa una sottoscrizione  per finanziarsi).

Un mix equilibrato e riuscito che denota anche un ottimo lavoro sul versante della sceneggiatura perfettamente calibrata.

La splendida Matera che fa da cornice al film aiuta a far levitare, a sospendere l’opera in un tempo senza tempo.

I provini in bianco e nero di figuranti ci ricordano quei volti che Pasolini nel 1964 aveva trovato perfetti per il suo “Vangelo secondo Matteo”.
Certo alcune imperfezioni vengono alla luce ma non depotenziano l’opera, dimostrano semmai, il duro lavoro svolto da regista e troupe per far quadrare i conti in un’opera low budget.

Emblematica  esperienza di metacinema, se si pensa che le difficoltà che trova il protagonista non devono essere state molto diverse di quelle che ha dovuto affrontare Albano.

Il titolo Una domenica notte deriva dalla canzone di Brunori SAS che cura la colonna sonora ed è presente nel film nei panni di sé stesso.

Albano dimostra di avere talento e un particolarissimo sguardo, che si evidenzia negli accurati movimenti di macchina, segno di una particolare cifra stilistica. Bravo anche nella direzione degli attori su cui spicca Andrisani, ma tutti i personaggi minori ben si amalgamo tra loro dando credibilità alla storia.

Nelle sale dal 20 febbraio.

Vittorio Zenardi


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