marco di maggio Musica

The sensational guitar sound of Marco Di Maggio


guitarsoundsOggi siamo qui per parlare di un artista poco conosciuto ma che meriterebbe la fama del grande pubblico: Marco Di Maggio, tra i migliori chitarristi in Italia (forse al mondo?), ha lanciato da poco il suo ultimo lavoro “The sensational guitars sound”.

La carriera di Di Maggio la dice lunga sulle brillanti doti di questo giovane artista: riconoscimenti internazionali, partecipazioni ad importanti festival musicali, prestigiose collaborazioni con i più grandi artisti del rockability, insomma un bel curriculum.

Con il nuovo disco compie sicuamente uno step successivo della sua carriera, lanciando un disco doppio che mescola un po’ di tutto: rockabilly, country, surf, blues e rock’n’roll. Ci sono 20 pezzi che spaziano da importanti rifacimenti (‘Pink Thunderbird’, ‘All By Myself’ e ‘Mr. Sandman) che brani originali (‘Egno’, ‘Lula’s Memories’ e ‘Silver Moon’), 60 minuti di pura musica, quella che da un po’ non è cosi facile trovare, dal ritmo incalzante e sempre travolgente. Queste musiche sembrano mettere ali alla fantasia: alcune canzoni ti riportano indietro nel tempo, starebbero benissimo in un film che ricorda un po’ le atmosfere degli anni 50, con le ragazze vestite con le gonne a ruota che si scatenavano coi loro partner al ritrmo di rock and roll. Un sogno.

Di Maggio ha registrato il disco suonando da solo tutti gli strumenti: chitarre, guitarron, basso, contrabbasso e batteria, tutti con grande maestria ma si capisce subito che la sua vocazione è la chitarra.

Insomma il tocco veloce e repentino sulla sua fedelissima Gretsch si sente limpido e puro, la chitarra è davvero la protagonista indiscussa di questo doppio disco, potremmo dire che è la regina di una corte di tanti strumenti.

Ho avuto l’opportunità di sentire quasi tutto il disco, nessun brano lascia indifferenti ma lasciatemelo dire: il pezzo Lover, rifacimento della canzone popolare scritta da Richard Rodgers negli anni ’30, è un pianeta a parte.
Non priva di altri interpretazioni, Lover è stata oggetto di rifacimenti nel corso dei decenni da parte di tanti nomi grandi dello Swing e del Jazz ma Di Maggio gli da quel tocco in più, la personalizza facendola restare ancora se stessa. Inizialmente può deludere e sembrare lenta: parte in forma di ballata, dopo aver ascoltato tanti brani del ritmo sempre incalzante si può rimanere un po’ straniti, ma è un attimo che dalla ballata si passa al puro rock con un ritmo che fa saltare tutti dalle sedie e spinge a ballare.

Tra le composizioni originali, segnalo senza dubbio Egno: è la prima canzone che ho potuto ascoltare, mi è rimasta in testa tutto il giorno dopo un solo ascolto.

Un disco tutto da scoprire, con la speranza di poterlo ascoltare presto dal vivo, magari all’aperto, su un prato a piedi nudi, tutti pronti a scatenarsi nelle danze.

Michele Acquaviva


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