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“Il mistero di Dante”: il lato esoterico della Divina Commedia


LouisNero ci ha abituato al suo cinema sperimentale e di ricerca. Fin dal suo film d’esordio, “Golem“, del 2003 il suo percorso artistico si é basato su scelte stilistiche e contenutistiche davvero personali ed originali uniche nel panorama cinematografico italiano.
Non fa eccezione quest’ultima opera su Dante, che indaga il quarto livello di lettura della DivinaCommedia: quello esoterico.

Esiste un’altro livello di lettura, più importante di quello storico, infatti Dante dice che gli altri livelli della Commedia, si possono capire soltanto se si capisce il livello esoterico, se non si capisce questo, gli altri perdono in parte di significato” spiega Nero in conferenza stampa.

Un viaggio iniziatico che parte con una discesa nel ventre della terra da parte del regista e dellla sua accompagnatrice, metafora dell’inferno dantesco da cui risorgere. Qui interrogheranno alcuni componenti dei Fedeli D’Amore, una confraternita, di carattere iniziatico, filosofico-illuminista, di cui faceva parte anche Dante.
Questa prima parte, girata come scena di finzione con camera a mano,  si alterna ad altre di taglio documentaristico, dove esperti e studiosi analizzano da varie angolazioni “il mistero di Dante”.
Fra gli altri, verranno mostrati interventi di Zeffirelli, La Porta, Manfredi, Giacobbo, Hackford.
Al premio Oscar F. MurrayAbraham, il compito di impersonare Dante, o meglio, l’alter ego di Dante.
L’opera raggiunge un lirismo davvero alto quando le spendide stampe di Gustave Doré, rielaborate magistralmente in digitale, si animano sullo schermo, portandoci direttamente al centro dell’azione.
Demoni e peccatori, Angeli e visioni paradisiache si materializzano davanti ai nostri occhi. Il tutto é reso ancora più intenso grazie ad una colonna sonora “sensoriale” creata da StevenMercurio e RylandAngel.
Nero parte da una sua ricerca personale, sfidandoci ad andare oltre le apparenze per un’esperienzache più che essere spiegata deve essere vissuta.
Un’opera importante, che pone interrogativi, più che dare risposte. Stimola la rilttura della Divina Commedia e ci ricorda che l’opposto del termine paura non é coraggio ma é amore.
Nelle sale dal 14 Febbraio, data non casuale, la scelta del regista per la festa di San Valentino é infatti, un omaggio al gruppo iniziatico fiorentino “I fedeli d’Amore“.

Vittorio Zenardi


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