Louis-Nero Cinema

Conversazione con Louis Nero


In occasione dell’anterprima stampa della sua ultima opera, “Il mistero di Dante“,What’s Up ha intervistato il regista e produttore Louis Nero.

Ciao Louis, benvenuto su What’s Up. In questo tuo ultimo lavoro poni l’attenzione al quarto livello di lettura della Divina Commedia di Dante, quello esoterico, da cosa nasce questa esigenza?

Tutto parte da una ricerca personale che poi é sfociata in questo film. La lettura che ne faccio in quest’opera é molto diversa da quella a cui ci hanno abituato a scuola. Oltre alla storia esiste un altro livello di lettura, più importante di quello storico, infatti, Dante ci dice che gli altri livelli della Commedia si possono capire soltanto se si capisce quello esoterico. Se non si capisce questo, gli altri perdono in parte di significato.

Partendo da questo livello ho fatto un’indagine, ho chiesto a tantissimi esperti di Dante e non solo di Dante di dirmi come avevano trasferito nella loro vita, questo aspetto esoterico, questaottica di ricerca su Dante.

Potresti spiegare ai nostri lettori cosa intendi esattamente con il termine esoterismo?

L’esoterismo é un percorso, non esiste una scuola di pensiero, non esiste una filosofia particolare più vera delle altre. Ognuno deve maturare sulla propria pelle quello che  é il percorso interiore, nessuno può spiegare ad un altro quale sia la via.

Il tuo é anche un invito ad andare oltre le apparenze?

Esattamente, é molto importante ambire ad una conoscenza profonda di sé stessi e delle cose cercando anche l’aspetto simbolico. Questo aspetto non esclude gli altri, infatti, come vediamo nella Divina Commedia convive con quello letterario.

Ho molto apprezzato come hai elaborato le stampe di Gustave Dorè, ci potresti parlare di questo aspetto?

Non potevo prescindere dalle stampe di Dorè, é riuscito a mettere in immagini quello che Dante ha descritto nella Divina Commedia in modo impeccabile. Qualsiasi tecnica avessi utilizzato la strada era già stata tracciata da lui. Io ho cercato di renderlepiù contemporanee, un po’più immersive.

A proposito di contemporaneo, la tua é stata anche un’operazione di attualizzazione del testo dantesco. Anche Pasolini nella Divina Mimesis fa questa scelta, seppur in modo e con scelte differenti. Hai consultato questo testo servendotene per il film?

Sì, come Pasolini anche io ho voluto attualizzare la Divina Commedia  e ho consultato la sua opera. Per me lo spettatore deve vivere un viaggio reale.

La colonna sonora ha un ruolo molto importante in quest’opera, direi “sensoriale”, come hai affrontato questo aspetto?

Sulla scelta della musica si é cercato di restare sempre sull’ambiente di ricerca su tutti gli aspetti, sulle sensazioni, sulle sonorizzazioni delle stampe. I musicisti hanno lavorato prima di tutto vedendo semplicemente i fotogrammi, facendosi ispirare dalle aperture delle visualizzazioni delle stampe.

Quanto sono durate le riprese del film?

Dalla stesura della sceneggiatura, all’ultimo ciak sono passati due anni. Il tempo maggiore ci é voluto per andare ad intervistare i vari esperti e studiosi sparsi per il mondo.

Credo che un’opera come il Mistero di Dante dovrebbe essere proiettata nelle scuole, hai avuto conttatti al riguardo?

Sì, abbiamo già avuto delle prenotazioni da scuole di Torino e Firenze. Naturamente spiegherò  il film ai ragazzi fermandomi ad introdurre i vari esperti e le varie tesi che rappresentano.

Progetti per il futuro?

A settembre partiranno le riprese per un film che sarà incentrato sul tema della magia.

Allora in bocca al lupo!

Crepi!

 

 

Vittorio Zenardi

 


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