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Recensione “Un fantistico via vai”


Dopo due anni di assenza dagli schermi cinematografici, ritorna uno degli attori e registi più amati dagli italiani: Leonardo Pieraccioni.
Il ritorno è brillante: un film molto carino; scritto, diretto e sceneggiato da lui e dal suo amico di sempre Paolo Genovese.
Dverso dai precedenti perché c’è un messaggio molto bello che non ci lascia dall’inizio fino alla fine, e cioè che quando si è giovani è bene osare, buttarsi, avere coraggio e non fermarsi di fronte alle prime difficoltà, perché 20 anni si hanno una volta sola; invece abbiamo tutto il resto della vita per pentirsi di quello che non si è fatto.
Il protagonista è Arnaldo Nardi, un uomo di 45 anni che vive in una villetta con sua moglie (interpretata da Serena Autieri) e le sue due figlie di 9 anni, in provincia di Arezzo.

Arnaldo è un uomo calmo, sereno, indeciso e a cui piace la routine della sua vita.
Lavora in banca e spesso esce con due suoi colleghi e amici: Giovannelli (Maurizio Battista) ed Esposito (Marco Marzocca).

Succede che Giovannelli (noto playboy) una sera prende in prestito lo scooter di Arnaldo per andare da una delle sue donne e per sbaglio
dimentica nel sottosella delle manette rosa con su scritto Natasha.
Il giorno dopo la moglie di Arnaldo trova queste manette nello scooter di suo marito e lo sbatte fuori di casa.
Il povero Arnaldo prova a spiegare alla moglie che non ha un’amante, me lei non gli crede.
Ma invece di essere dispiaciuto, Arnaldo coglie quest’occasione per reinventare la sua vita che oramai era diventata noiosa e monotona.
Lo stesso giorno trova un appartamento di studenti universitari, presenta la sua situazione al colloquio, e tutti sono d’accordo nel farlo abitare con loro.
Arnaldo quindi si trova a condividere con questi quattro giovani (Anna, Marco, Camilla ed Edoardo) gioie e paure della loro meravigliosa età.

Grazie ad Arnaldo i quattro ragazzi riescono ad affrontare le loro paure: Camilla, catanese incinta, riesce a confessare ai suoi genitori della sua gravidanza;
Marco studente di medicina, desidera diventare un chirurgo ma gli fa senso la vista del sangue; riesce ad affrontare la sua paura quando è costretto a far partorire Camilla;
Anna riesce ad avere di nuovo dei contatti col padre (Massimo Ceccherini) ed Edoardo, mulatto, riesce a farsi accettare dal padre razzista (Giorgio Panariello) della sua fidanzata.

Ma anche i quattro ragazzi riescono ad aiutare Arnaldo a renderlo più sicuro di sé e a farlo tornare, anche se per poco tempo, giovane e spensierato.

Tutto finisce per il meglio, Anita (la moglie di Arnaldo) viene a conoscenza dell’equivoco in cui si è trovato il marito e lo fa ritornare a casa.

 


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