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ElektroMoskva: carbonari dell’elettronica


La 54° edizione del Festival dei Popoli, kermesse in svolgimento a Firenze dedicata alla promozione e allo studio del cinema di documentazione sociale presenta nella sezione Eventi Speciali ElektroMoskva, di DominikSpritzendorfere Elena Tikhonova.
Un’interessante opera che tramite materiale d’archivio e interviste a scienziati, collezionisti e musicisti, ripercorre la connessione fra la ricerca militare sovietica e l’uso clandestino delle stesse tecnologie per la sperimentazione musicale.
Il documentario racconta la genialità e lo spirito di scienziati e artisti russi che hanno creato strumenti pionieristici con elementi di scarto capaci di influenzare ancora oggi la musica elettronica.
Per Lenin la realizzazione del sogno comunista passa per l’elettrificazione della nazione e il governo dei Soviet.
Questo connubio è il fulcro di tutto ElektroMoskva.
La corsa allo spazio e l’industria militare richiedono sempre più studi sull’elettricità e l’elettronica.
Nasce una classe di scienziati, esperti e amatori che la notte comincia a sperimentare in musica quel che studia di giorno per lo stato.
Il Theremin, che farà nascere la musica elettronica, è al centro di una ritualità quasi sacra che c’è ben spiegata dalla testimonianza di DominikSpritzendorfer.
I suoi pellegrinaggi ci portano nelle cantine e nei mercatini, alla ricerca di sintetizzatori, tastiere e oggetti di dubbia classificazione costruiti per resistere decenni e capaci di creare una varietà di suoni e invenzioni.
Rimessi in funzione oggi producono il più straniante dei suoni moderni.
Il documentario evidenzia la difficoltà di questi “carbonari dell’elettronica” di reperire componenti per le loro invenzioni, sempre in bilico fra mercati clandestini e furti nei dipartimenti del KGB.
Ma si denotano, soprattutto, l’amore e la passione per un nuovo concetto di musica destinato a sconvolgere i canoni del tempo.
Per intendersi con il Theremin è stata composta “Whole lotta love” dei Led Zeppelin e la sigla diStar Trek.
Dopo un’immersione nel passato, il documentario volge lo sguardo al futuro mostrandoci la Russia moderna di chi recupera strumenti elettrici di un’altra era o crea nuove sonorità da componenti di giocattoli cinesi.
Un’opera che ha riesce ad amalgamare splendidamente la storia della musica elettronica russa, con la vita negli anni del regime sovietico.
Proiezione per il pubblico, Venerdì 6 Dicembre presso lo Spazio Alfieri di Firenze.

 

Vittorio Zenardi

 


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