I CORPI ESTRANEI 1 Cinema

“ I corpi estranei”: prove d’incontro fra culture diverse


 

 

I corpi estranei di Mirko Locatelli è il primo film italiano in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma.
La storia narrata è quella di Antonio (Filippo Timi), un padre che si trova da solo in un ospedale (il San Giuseppe di Milano) per assistere suo figlio Pietro, malato di tumore al cervello.
L’attesa per il delicato intervento chirurgico e il difficile percorso post operatorio sonomostrati con uno stile asciutto, scandito dalle piccole azioni quotidiane di Antonio.
L’incontro con Jaber, un ragazzo tunisino da poco in Italia, nello stesso ospedale per assistere un suo amico malato è solcato da una diffidenza atavica.
Antonio non vuole relazionarsi con lui, che invece fa di tutto per essere gentile e solidale.
Questi “corpi estranei” si attrarranno e respingeranno per tutto il film per poi arrivare nel finale a rispettarsi.
Il regista, filma con delicatezza i gesti di Antonio con il piccolo Pietro,e riesce a farci vedere il dolore di chi sta vicino a chi soffre, con il pudore che serve quando si affronta la malattia.
Tuttavia la struttura narrativa risulta troppo fragile e non può essere riempita con il solo apporto di Timi, che seppur con un’impeccabile e intensa recitazione a volte sembra depotenziato, come utilizzato a metà.
L’opera non riesce ad avere un ritmo adeguato per tutta la durata del film, perdendosi in silenzi quasi forzati.
L’elegante tema musicale dei Baustelleche ben incornicia le immagini, poteva essere maggiormente utilizzato per enfatizzare una colonna sonora ridotta all’osso.
Resta comunque da apprezzare l’idea di spostare il tema della fragilità, dal figlio al padre,come quella di affrontare una tematica delicata da un’angolazione diversa.

Vittorio Zenardi

 

 

 

 

 


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