FEAR OF FALLING (4) Cinema

“Fear of Falling” (CinemaXXI): la magia di un sogno


Cosa succede quando un regista premio Oscar decide di tornare alle origini del cinema indipendente per celebrare il teatro sullo schermo?
Accade che la magia di un sogno si materializzi davanti ai nostri occhi,portandoci dentro le fantasie di redenzione di Henrik Ibsen, autore dell’opera teatrale, Bygmester Solness,da cui è tratto il film.
Demme fa suo il postulato eisensteiniano, che vede il cinema come “sistema delle arti”. Fear of falling é un esperimento riuscito di cinema puro.
Un’opera basata sulla recitazione degli attori, che tocca vette espressive altissime, grazie anche ai perfetti dialoghi che la nutrono.
Un Wallace Shawn in splendida forma, ci regala un’interpretazione magistrale, calandosi nella psicologia del personaggio con un’intensità davvero strabiliante.
La figura dell’architetto Solness alle prese con i suoi fantasmi, in letto di morte, viene dall’attore americano, resa con quell’illusione di realtà che solo i grandi sanno dare.
Non da meno gli altri protagonisti del cast: Julie Hagerty, moglie dell’architettoAndre Gregory, collega del protagonista e Lisa Joyce la ragazza che nel infanzia era stata ammaliata dal fascino di Solness.
Tutti riescono a dare consistenza a un’opera onirica ed eterea, grazie anche alla disponibilità del regista a mettersi al loro servizio, valorizzandone le qualità, e filmandoli sì con rigore ma con una certainquetudine formale.
La macchina da presa si avvicina ai volti, fermandosi sugli sguardi allucinati e severi.
L’effetto straniente che introduce flashback e visioni è introdotto da intervalli che mostrano le chiome degli alberi , con un veloce camera car.
Rendere visibile l’invisibile, i tormenti interiori dei protagonisti, le scissioni con il proprio “Io”, questo è il miracolo a cui ci fa assistere Demme.
Lui stesso nella Masterclass con il pubblico e gli a ddetti ai lavori ha dichiarato:

La prima mondiale di Fear of falling è senza dubbio l’esperienza più impegnativa e gratificante della mia vita. Quest’opera mi ha fatto commuovere e volevo portarla sullo schermo.
Nella realizzazione di questo film mi sono reso conto che non è facile portare al cinema un’opera teatrale, che performance come queste non sono adatte al cinema, ma era mia ferma intenzione celebrare il teatro sullo schermo”.

L’operazione, infatti, non era affatto semplice ma Demme non ha avuto “paura di cadere” e ha vinto la sua sfida.

Vittorio Zenardi

 

 

 


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