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Al Museo Egizio di Torino parte la sperimentazione dei Google Glass per i non udenti.


 

 

Avevamo già parlato in passato dei Google Glass, i mitici occhialini che sembrano venire dallo spazio e comunicano con immagini 3D.

Dopo le dovute sperimentazioni ieri a Torino per la prima volta sono stati utilizzati in una realtà pubblica, quello del Museo Egizio, dove è iniziata la sperimentazione di GoogleGlass4Lis, un modello che permette alle persone sorde di non perdersi nemmeno una parola durante i tour guidati nei musei.

Torino vanta il primato in questo: è infatti la prima sperimentazione a livello mondiale.

Ma come funzionano questi speciali occhiali?

L’avatar compare sulla lente in alto a destra e non da nessun fastidio alla vista, al contrario: con il linguaggio dei segni comunica ai visitatori ciò che òla guida reale sta spiegando.

L’ applicazione è completamente “made in Italy” sviluppata per i Google Glass grazie alla collaborazione tra il progetto Atlas, guidato dal professor Paolo Prinetto del Politecnico di Torino, con il supporto dell’Università di Torino e del dottor Carlo Geraci, ricercatore dell’Institut Jean-Nicod di Parigi.

Gli occhiali sono facili da usare: funzionano come i tablet o gli smartphone, attraverso la tecnologia touch gli utenti possono selezionare le varie applicazioni presenti, tra cui appunta quella Lis.

Sono studiati in maniera tale da non compromettere mai la capacità visiva, tant’è che sono stati sviluppati anche per guidare gli scooter, e si pensa addirittura a un prototipo con lenti graduate per chi ha problemi di vista.

Una rivoluzione annunciata da tempo, da quando Google ha lanciato il primo modello sperimentale, e che sta portando grossi risultati migliorando in questo modo anche la qualità di vita delle persone.

 

Dorotea De Vito

12/11/2013

 


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