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Al cinema del 26 settembre il nuovo film di Moccia


E’ uscito la scorsa settimana l’ultimo lavoro di Federico Moccia per il grande schermo: parliamo di “Universitari-Molto più che amici”, un cast di tanti attori emergenti insieme a qualcuno più maturato, come Primo Reggiani, nei panni di Alessandro, uno studente aspirante comico, o Barbare De Rossi che affronta il difficile ruolo e mestiere di “genitore”.

Alessandro, Carlo e Faraz sono tre studenti universitari, tutti fuorisede, Alessandro è di Palermo, Carlo di Roma e Faraz viene addirittura dall’Iran. Insieme vivono in una clinica fatiscente adibita ad alloggi per studenti da un’improbabile proprietario. Sarà proprio quest’ultimo a porre fine alla loro dominanza maschile contravvenendo ad una regola che aveva imposto anni prima: niente donne negli alloggi, almeno fino a quel momento. D’un tratto i tre amici si ritrovano a convivere con tre ragazze: Giorgia, Emma e Francesca.

I sei ragazzi hanno tutti aspirazioni diverse: Alessandro vuol diventare un attore comico, Giorgia una stilista, Francesca studia Farmacia, Faraz è quanto di più vicino a un tronista possa esserci nel suo paese d’origine, Emma è una barbie-modella mentre Carlo un aspirante regista. Prima di realizzare ognuno il proprio sogno trascorreranno insieme un anno di università dando vita a litigi, scene comiche, litigi che poi diventano flirt e quanto altro può accadere in una casa abitata da ragazzi poco più che ventenni,

A chi ha visto “L’appartamento spagnolo” la trama sembrerà sicuramente molto simile e il lite motif lo stesso: storie d’amore e di amicizia che si incontrano nelel vite degli studenti durante quel meraviglioso periodo che, in molti concorderanno, è l’università.

Ma il film di Cédric Klapisch risale al 202, non parliamo di un secolo fa ma in questo periodo di continua evoluzione e di continue lotte, soprattutto nel mondo studentesco e universitario, 10 anni sono tanti.

Qui non abbiamo l’espediente Erasmus ma i protagonisti vivono comunque quel senso di estraniamento misto ad euforia che solo chi si ritrova a viere per la prima volta da solo quando è ancora molto giovane può capire.

Moccia da vita a un film leggero degno del suo nome e della sua fama: l’amore trionfa su tutto, l’amicizia è sempre il sentimento più profondo, per quanto si litiga coi propri genitori non si rieesce a farne a meno.

Non gliene se può di certo fare la colpa: dieci libri e sette film che gli hanno regalato successo dopo successo, dimostrano che la sua è una formula che funziona.

Certo, mai come oggi Universitari può sembrare una storia che fa un po’ a pugni con la realtà: laddove i sei protagonisti del film si ritrovano a vivere delle avventure fantastiche insieme ai compagni di studio e anche se arrancano un pi’ con sugli esami, lo fanno sorridendo mentre guardano con speranza al futuro, nella realtà i veri studenti universitari italiani si ritrovano a dover fare a gare a chi si laurea prima, col voto più alto, con il maggior numero di pubblicazioni, con la tesi più lunga e col miglior professore, il tutto per avere una possibilità su cento, forse su mille, di trovare il lavoro dei propri sogni. La realtà è un po’ più vicina a quella “Generazione 1000euro” raccontataci da Massimo Venir nel 2008, e un po’ meno “Universitari” di Moccia.

Perché allora vedere il iflm? Se si vuole passare un’ora e mezza leggera, senza stare a pensare troppo alle scelte di regia o a quelle delle colonne sonore, se si vuole sognare per 90 minuti che un futuro radioso esiste, che università dovrebbe essere davvero il periodo più bello della vita, prima di fare “sul serio”. Se pensiamo che a 20 anni l’amore e l’amicizia contino più di tutti i 30&lode del mondo, allora “Universitari-Molto più che amici”, potrebbe essere il film giusto.

 


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