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Lonely Planet, fine di un’era


Nate per caso da una coppia di hippie brittanici, i Wheeler, che negli anni Settanta decisero di dare alle stampe un vademecum del viaggiatore nel sud-est asiatico, che permettesse  ai giovani meno abbienti di risparmiare, le Lonely Planet sono state per molto tempo le regine incontrastate delle guide turistiche.

Racconti di viaggi in ogni dove, ricche di informazioni utili, pratiche, talvolta molto approfondite e discorsive, le guide Lonely Planet  nell’aspetto si differenziano dalle altre in commercio per la povertà di foto che vi sono all’interno. Si é sempre dato molto più spazio ai contenuti scritti rispetto alle immagini e, spesso, sono esclusivamente in bianco e nero, per cui anche le poco foto che ci sono, non rispecchiano bene ciò che rappresentano. Ma se questa mancanza viene sopperita dalla mole di informazioni che un turista desidera ricevere, con indicazioni precise su ogni luogo, monumento, museo che si possa visitare in una città, indicando sempre orari di apertura, prezzo e altro, oltre a un vasto assortimento di notizie su luoghi in cui mangiare, dormire, ma anche informazioni come numeri di telefono importanti o la segnalazione degli ospedali, bé allora è una mancanza che si può perdonare.

Col tempo il successo delle Lonely Planet ha portato alla creazione di un vasto merchandising con una linea di prodotti correlati ampia e variegata, come calendari, penne o i famosi diari di viaggio, vere e proprie agende marchio Lonely in cui prendere appunti durante le nostre escursioni.

Insomma, la Lonely Planet non é una guida, ma LA guida per antonomasia, per anni é stata la bibbia dei viaggiatori, ma oggi questo suo idillio sembra essere giunto al termine.

Se la Bbc tra il 2007 ed il 2011 aveva acquistato l’azienda per ben 220milioni di dollari, lo scorso marzo quest’ultima l’ha ceduta all’americana NC2 media per soli 75milioni. Quest’ultima, ha da poco annunciato grossi tagli del personale.

Forse la Bbc ha gestito male il marchio facendogli perdere appetibilità durante gli anni della sua gestione, ma é facile pensare che questo declino sia anche figli dei tempi moderni dove come in molte altre situazioni, internet ha preso il posto della carta stampata. Complici i numerosi siti di viaggiatori aggiornati costantemente ed in tempo reale, Google Maps che ti guida praticamente in qualsiasi strada di qualsiasi città, portali di recensioni online come il famoso Trip Advisor che ti aiuta a scegliere dove mangiare, dormire, in alcuni casi persino dove parcheggiare l’auto.

Certo, questo fenomeno la Lonely Planet l’aveva intuito prima ancora che nascesse, riproponendo ogni anno le stesse guide aggiornate con le correzioni e i suggerimenti dei viaggiatori, una lista a fine pagina con tutti i nomi che aveva contribuito a rendere la guida migliore rispetto alla precedente edizione, una cosa che faceva bene anche al proprio ego quando ci si ritrovava tra quei nomi.

Non è bastato, oggi soprattutto le nuove generazioni preferiscono i tablet ai libri, i forum alle guide, e sempre di più sono i viaggiatori che si affidano all’istinto per provare il brivido dell’avventura, senza alcuno guida come supporto.

Infondo, partire é anche un po’ perdersi.

Antonio Navarra

 

 


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