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Decreto Lavoro: il testo al Senato


Pochi giorni fa il Governo ha archiviato il decreto del fare tramutandolo in legge, e adesso anche un altro decreto è legge dello Stato: parliamo del decreto lavoro.

Il decreto (il settantaseiesimo per l’esattezza) è stato ribattezzato “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti”.

Le novità più interessanti contenute nel decreto, oltre, naturalmente, al rinvio dell’aumento dell’Iva al 22%, fissato per il primo ottobre, riguardano indubbiamente gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani dai 18 ai 29 anni.

Una boccata d’aria fresca in questo periodo buio di crisi, che potrebbe portare ad un miglioramente sulla stato occupazionale del nostro paese.

Il provvedimento introduce una serie di misure a favore dell’occupazione dei giovani. In particolare, viene previsto un incentivo temporaneo fino ad un massimo di 650 euro al mese per l’assunzione di lavoratori tra i 18 e i 29 anni a tempo indeterminato. Fra le modifiche approvate dal Senato si esclude l’applicazione dell’incentivo per le colf e si sopprime uno dei requisiti alternativi richiesti per fruire del bonus, quello di vivere soli con una o più persone a carico. Restano fermi gli altri due requisiti alternativi: l’assenza di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e l’assenza di un diploma di scuola media superiore o professionale. Inoltre vengono abrogati i limiti temporali per le assunzioni, anche se le risorse finanziarie cessano comunque nel 2016 (lo stanziamento é di 794 milioni).  Riscritta in Senato anche la condizione che prevede che le assunzioni debbano determinare un aumento occupazionale netto.  Altra modifica apportata a Palazzo Madama taglia di un anno la durata della struttura di missione prevista per la ‘Youth Guarante’ a fine 2014. Di conseguenza ‘saltano’ anche i 100mila euro di dotazione previsti per il 2015.  Sempre nel provvedimento si prevede l’estensione al Mezzogiorno della social card con una dote di 167 milioni. Ulteriori novità riguardano l’apprendistato e i tirocini. Con le modifiche apportate nelle Commissioni e confermate dall’Aula, le norme sulle linee guida per l’apprendistato non saranno più ‘straordinarie’ e fino al 2015 ma varranno a regime e non riguarderanno più soltanto le Pmi ma tutte le aziende. Accanto a questo, il Senato ha introdotto un ‘Fondo mille giovani per la cultura’ che stanzia un milione nel 2014. Inoltre si allungano di un anno gli incentivi per le start up. Per quanto riguarda le modifiche introdotte dal decreto alla riforma Fornero, si prevede che la pausa tra un contratto a termine e l’altro torni a dieci giorni per contratti fino a sei mesi e venti giorni per contratti di durata superiore. Sarà inoltre possibile per un contratto a tempo determinato non superiore ai 12 mesi non indicare la ‘causale’. Il Senato ha chiarito che i 12 mesi possono essere comprensivi della proroga. Inoltre, con altri emendamenti approvati dall’Aula del Senato é stata cancellata l’esclusione dalla sanzione in caso di inadempimenti per la comunicazione del lavoro intermittente o a chiamata che era prevista dal testo originario del Governo nel caso in cui «dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti, si evidenzi la volontà di non occultare la prestazione di lavoro». Infine é stato approvato un emendamento che chiarisce che il tetto di 400 giorni per singolo lavoratore, sempre per il contratto a chiamata, deve riguardare lo stesso datore di lavoro; infine per i settori di turismo, pubblici esercizi e spettacoli, non si applica questo tetto. Altro argomento che sta molto a cuore a numerosissimi giovani è quello dei tirocini. A riguardo è stato previsto, per il sostegno al settore dei beni culturali, l’istituzione di un fondo

straordinario di un milione di euro denominato “Fondo mille giovani per la cultura”, destinato alla

promozione di tirocini formativi e di orientamento nei settori della cultura e formativi destinati ai giovani fino a 29 anni. Con decreto “concertato” tra Lavoro e Beni Culturali da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione saranno definite le modalità ed i criteri di accesso ai benefici del Fondo.

Inoltre trovano una propria disciplina i tirocini “curriculari” in ambito universitario, previsti

nei piani di studio, finalizzati a favorire l’incontro con le imprese in un’ottica di alternanza tra studio ed attività produttive. Le Università debbono stilare una graduatoria degli aventi diritto secondo criteri di premialità:

a) regolarità del percorso di studi;

b) votazione media degli esami;

c) condizioni economiche dello studente individuate in base all’ISEE.

La durata minima del tirocinio è di tre mesi, le Università corrispondono rimborsi nella misura massima di 200 euro che rappresentano il 50% della somma complessiva (l’altra parte è erogata dal soggetto ospitante, pubblico o privato).

Con un decreto interministeriale (Istruzione ed Economia) da varare entro sessanta giorni, andranno fissati i criteri per i piani triennali di intervento per tirocini extra curriculari destinati ai giovani che frequentano la quarta classe delle superiori, con priorità per chi è iscritto agli istituti tecnici e professionali, sulla base di principi meritocratici.

Vale la pena di ricordare che in favore dei giovani frequentanti attività di tirocinio va “aperta” la posizione INAIL e va stipulata l’assicurazione per la responsabilità civile conto terzi.

 

l ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha spiegato che il decreto coinvolgerà circa 200.000 persone: 100.000 saranno quelle che potranno beneficiare degli sgravi contributivi mentre altre 100.000 saranno coinvolte nelle altre misure di inclusione. ”Le decisioni andranno ad aiutare l’assunzione in un arco di tempo di 18 mesi – principalmente di giovani italiani – con intensità maggiore nel centro sud. Puntiamo a dare un colpo duro alla grandissima piaga della disoccupazione giovanile che è la bandiera di una battaglia che vogliamo combattere con forza e determinazione”  è stato inve e quanto dichiarato dal Premier Enrico Letta.

Gianluca Migliozzi


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