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Decreto governo Letta, niente più figli di serie B


Finalmente il governo Letta ha dato il via libera la decreto legge che equiparerà tutti i figli, non facendo più distinioni tra quelli “naturali” e quelli “illegittimi”. La norma riguarderà 134 mila persone e cambierà i rapporto giuridico tra genitori e figli. Niente più figli e figliastri, figli di serie A e di serie B, figli che potranno automaticamente godere di ogni diritto e figli che dovranno invece lottare per farsi riconoscere i propri.

In particolare la delega definisce la parentela come il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo.

Si passa dal concetto di podestà a quello di responsabilità genitoriale perché i figli, quando nascono, sono appunto sotto la protezione dei genitori, si sa che i bambini non hanno (perché materialmente non possono) avere voce in capitolo, spetta quindi ai genitori far valere i loro diritti. Il concetto di responsabilità genitoriale sottintende quindi il rapporto diretto con qualsiasi figlio, sia esso nato da un matrimonio oppure no.

E’ stato lo stesso Letta ad annunciare la mossa dell’esecutivo:

“Abbiamo inviato al Parlamento un decreto in materia filiazione: è molto importante, scompare dal codice civile la distinzione tra figli di serie A e B, si è figli e basta. Questo è un gradissimo fatto di civiltà”.

Il decreto è nato dal lavoro di una commissione tecnica di cui Cesare Massimo Bianca è stato presidente ed ha avuto tra i soggetti proponenti vari ministri della Repubblica, tra cui quello della Giustizia, delle Politiche Sociali, del Lavoro, dell’Interno, e del vice ministro alle Pari Opportunità.

Dal codice civile scompaiono gli aggettivi “legittimo” e “naturale”, non c’’è più alcuna distinzione e viene quindi introdotto il principio di unicità, conforme a quello dell’articolo 3 della Costituzione che vuole il principio di eguaglianza per tutti i cittadini italiani.

Soprattutto, adesso anche i figli prima considerati illegittimi godranno di tutti i diritti che prima non avevano, come quello di successione: infatti ognuno di loro potrà beneficiare dell’eredità di tutti, non solo dei genitori ma anche dei parenti.

Sembra che non ci sia nulla di eclatante in tuto ciò, perché in effetti è qualcosa che appare del tutto normale. Imbarazzante era inbvece la situazione in Italia, forte membro dell’Unione Europea, che prima di questo decreto accettava ancora che ci fossero delle distinzioni nette dando vita appunto a figli di serie A e figli di serie B. La strada da fare in materia di diritto di famiglia è ancora lunga per noi, ma almeno abbiamo fatto un primo passo verso la direzione giusta.

Gianluca Migliozzi

 


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