Tulpa-Predizioni-mortali-trailer-italiano-e-locandina-del-thriller-horror-di-Federico-Zampaglione-10 Cinema

Zampaglione vi da il benvenuto al Tulpa


Continua inesorabilmente l’invasione estiva degli horror. E dopo tante americanate, sono lieta di annunciare finalmente un prodotto made in Italy che promette davvero molto bene. Sto parlando di Tulpa – Perdizioni mortali, l’ultima fatica di Federico Zampaglione, che i più ricorderanno come leader della band Tiromancino e che uscirà nelle sale il 20 giugno. Ebbene, Federico aveva già dimostrato la sua passione e il suo talento per l’horror con il suo primo film, Shadow,del 2009, ottenendo diversi riconoscimenti all’estero ma non, purtroppo, qui da noi. Se all’epoca decise di dare al tutto un respiro più “internazionale”, ingaggiando attori stranieri e utilizzando location boschive nordeuropee (e forse proprio per questo, paradossalmente, il film non attecchì) stavolta punta tutto sulla sua musa ispiratrice Claudia Gerini. Tulpa è il nome del locale attorno al quale ruota  la vicenda, dove Lisa (la Gerini), manager di un’importante business company di Roma, si reca tutte le notti per dare un po’ di brio alla sua vita ingessata. In quel bizzarro luogo, ispirato alla filosofia buddista, tutti i clienti possono infatti realizzare le loro più sfrenate fantasie sessuali; ma qualcosa va storto quando gli amanti di Lisa cominciano a morire uno dopo l’altro. Quale mistero si nasconde tra le pareti del Tulpa?
Sin dalle immagini del trailer, è facile intuire che Federico abbia voluto omaggiare l’eccellenza di casa nostra e quanto si sia apprestato ad idolatrare i miti dell’horror tricolore, da Argento, a Fulci, a Bava, e le loro atmosfere noir anni ’70 – ’80. Lasciando da parte la dimensione puramente onirica  di Shadow, il regista confeziona  un perfetto giallo classico, al quale non mancano senz’altro i dettagli sanguinolenti. Da non sottovalutare la presenza di super star del Bel Paese come Michele Placido e Dardano Sacchetti al soggetto e alla sceneggiatura: un’ulteriore ed esperta mano vintage all’ensamble. Nella parte del guru tibetano, l’inquietante Nuot Arquint, l’attore svizzero che Zampaglione aveva già ingaggiato nel primo film per il ruolo di Mortis.
Insomma, basta fronzoli, basta super budget hollywoodiani e basta pretese: per tornare a dare nuova linfa allo spaghetti-thriller, che ci ha resi celebri in tutto il mondo, c’è bisogno di semplificare, di mostrare impegno e passione oltre che buone idee e Zampaglione ha tutte le carte in regola per regalarci nostalgiche emozioni.
“Free your Tulpa”…
Denise Penna


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